25 anni fa l’Italia perdeva degli uomini, eroi non per scelta ma per dovere. E perdeva quell’ultimo barlume di civiltà e credibilità che gli era rimasto. Persino la bandiera Italiana, quel giorno si vergognò di sventolare. E pianse.

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23 Mag 2017 di Il Grillo parlante

Sono passati così tanti anni ma la rabbia e il dolore di quel giorno, sono ancora più che vivi. L’omicidio dei Giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, come quello del generale Dalla Chiesa, sono fatti che hanno cambiato la storia dell’Italia e purtroppo in peggio.

Eroi di una Italia che non li meritava.

Quel  giorno di 25 anni fa, piansi. Come piansi per Paolo Borsellino, un morto che aspettava solo il momento di essere ucciso nel silenzio colpevole delle istituzioni, che sapevano che aveva le ore contate. Piansi per l’Uomo che era morto, e per l’Italia che non sapeva stare senza i suoi peccati originali. Brutta storia, come brutta fu la storia dell’uccisione del Generale Dalla Chiesa. Come tante altre storie italiane. Come tante altre bombe sporche e attentati brutali. Brutte come le false verità che ci vengono  proprinate, davanti a stragi di Stato.

Giudici, poliziotti, carabinieri cittadini inermi e inconsapevoli, giornalisti, sindacalisti, lavoratori, preti (e sicuramente dimentico qualche altra categoria e me ne scuso), hanno versato un contributo di sangue importante, per i misteri di questo paese. Per servizi deviati, mafia, massoneria deviata e politici corrotti e cinicamente al soldo del male, Ma la cosa che è più insopportabile è  che, ad oggi, poco o nulla è cambiato. Forse meno morti eclatanti e meno attentati ma il sistema è sporco uguale, corrotto uguale, tutto cinicamente uguale, E i soliti pochi eroi silenziosi e sconosciuti che provano a cambiare un’Italia che non vuole farlo. Non in tutte le sue componenti. Troppo soldi, troppo potere, troppo business in gioco.

In tutto questo lo stato Italiano, oggi, non merita applausi ma solo fischi, perche’ tutte le commemorazioni fatte, non cancellano la vergogna di averli sulla coscenza. Il silenzio ed i segreti di Stato non possono andare a braccetto con le commemorazioni di stampo governativo.  E’ come un assassino che ogni anno commemora le sue vittime. Grida vendetta.

25 anni fa, persino la bandiera Italiana avrebbe voluto ammainare. Si vergognava troppo.

Onore a due Grandi Uomini. Onore a chi e’ morto per gli italiani, anche se una parte di essi, non  lo meritava.

GP

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