Ristorante Rivalago, si ricomincia. Come previsto ieri in Consiglio Comunale questa Giunta, ha dato il via alla nuova strategia per ovviare alla dura sentenza del tar che ha annullato la precedente concessione. C’è di peggio che prendere una sberla. Prenderne un’altra.

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21 luglio 2017 di Il Grillo parlante

A pensar male si fa peccato ma nel caso di questa Giunta, ci si piglia sempre.
Come anticipato, durante il consiglio comunale di ieri, 19 luglio, è andata in scena l’ennesima puntata relativa al Ristorante Rivalago, anche se non esplicitamente ed al contenzioso che, da un anno, mette contro questa giunta a dei cittadini che, giustamente a nostro parere, non hanno voluto sottostare ad una delibera che andava contro i loro diritti con sfregio totale del rispetto delle regole. Oltre che, del cittadino.
Eravamo rimasti alla sentenza del TAR che annullava, una delibera di concessione della scorsa estate, che permetteva alla proprietà del Rivalago di procedere a dei lavori di ampliamento del Ristorante, con motivazioni oserei dire imbarazzanti per questa giunta (oltre all’appello fatto in Consiglio di Stato, sempre a sostegno della delibera incriminata e, respinto pure quello). Vi riportiamo articolo con la sentenza e la spiegazione della stessa
pubblichiamo sentenza Rivalago
Nelle motivazioni del collegio dei giudici del TAR, si evince che, non solo il Comune non avrebbe dovuto deliberare la concessione con quelle modalità ma, oltretutto, non essendo considerato il Ristorante in oggetto, un Edificio di Interesse pubblico, non poteva esercitare da ristorante ma solo come punto di ristoro. Mettendo così in evidenza, come questa Giunta aveva deliberato una concessione per dei lavori edili che impattano sul territorio e sui cittadini che abitano in quella zona, in primis senza avvisare i cittadini che avrebbero dovuto esserlo, avvisati, per legge e poi, senza tenere conto, per ignoranza legislativa o peggio, in malafede, del fatto che in quel luogo poteva operare solo un punto di ristoro e non un ristorante.
E questo Sindaco con questa giunta cosa fanno? Invece di prendere atto, chiedere scusa ai ricorrenti ed a tutti i cittadini di Basiglio, per l’errore commesso e per i costi dello studio legale che hanno dovuto ingaggiare per presentarsi al TAR, oltre alle spese legali che sono stati condannati a pagare e che pagheremo noi cittadini, mica loro (anche se questo sarà oggetto di domanda in un esposto alla corte dei conti perché riteniamo che debbano pagare i componenti della giunta, a titolo personale, consiglieri compresi e chiunque abbia votato questa delibera), decide di proseguire, andando oltre la sentenza del TAR e preparando (da quello che si è capito ieri in consiglio) un atto autenticato dove (attendiamo i documenti per poterli poi dettagliarli, al meglio), non sappiamo ancora con quali motivazioni creative, questa giunta, giocando sulla destinazione d’uso, trasformerà magicamente il Ristorante Rivalago un edificio di pubblica utilità. Di pubblico interesse. Questo permetterebbe al ristorante di operare in quel luogo. Per capire meglio i dettagli, aspettiamo l’atto del comune che venga pubblicato sul sito. A tal proposito l’articolo 13 come 14 bis a cui si attacca questa Giunta, prevede:

IMG_1242

Una volta che gli atti sono stati depositati presso la segreteria comunale, sul sito istituzionale del comune ed inviati per c.c. alla Provincia e alla giunta regionale, gli atti e la delibera diventano  immediatamente esecutivi.
E cosi questa giunta rimedierebbe ad una situazione, che il TAR ha definito non corretta. Per usare un eufemismo. Ancora non abbiamo però contezza, almeno fino alla lettura dei documenti che il comune sta producendo, come e se, i lavori autorizzati dal comune, bloccati dalla sentenza del TAR, potranno riprendere. Pensiamo che comunque ci sarà nuova concessione, una volta sanata la destinazione d’uso. Quanto andato in scena ieri, senza dirlo apertamente è solo la prima puntata, di una nuova telenovela Rivalago, per far ripartire tutto, come nulla fosse e come se non ci fosse stata una sentenza del TAR che, comunque il Comune dovrà seguire con attenzione una volta che presenterà nuova delibera per nuova concessione. Se è questa la corretta procedura, per far ripartire i lavori. Ma pensiamo che lo sia.
Giusto perché un Sindaco ed una giunta dovrebbero lavorare per il cittadino. Qui invece, si lavora e ci si impegna per andare contro il cittadino. E noi (cittadini tutti) paghiamo il conto! Non abbiamo nulla contro la proprietà del Rivalago che sia chiaro. Ma quanto sta facendo questa giunta e questo Sindaco, si posiziona tra l’arroganza e la malafede. Con il tempo capiremo. Per ora sta calpestando i diritti di alcuni cittadini, sapendo di farlo e nonostante questo persevera.
Fermo restando che se abbiamo inteso bene, cosa ha in mente ora, per uscire da questo pasticcio, diventa di interesse di tutti i cittadini. Questa storia, per quanto ci riguarda, non e’ solo un problema di 31 ricorrenti che hanno iniziato una battaglia di legalità e di rispetto dei propri diritti ai quali il TAR ha dato ragione. Ora noi riteniamo, debba riguardare tutti i cittadini di Basiglio. Perché oggi tocca a quei 31 sentirsi espropriati dei propri diritti, da questo Sindaco e dalla sua giunta ma domani potrebbe toccare ad ognuno di noi. Per quanto mi riguarda, personalmente, mi è già capitato (altra situazione) ma ne parleremo in altro articolo a tempo debito.
Qui si parla di legalità e trasparenza a prescindere che si tratti di un Ristorante. Si parla di accanimento contro dei cittadini elettori, a favore di un’attività commerciale che ora diventa, grazie ad una forzatura burocratica, degna del miglior Machiavelli (il fine giustifica i mezzi) una attività di pubblico interesse, manco fosse una stazione o una scuola tanto per citare due esempi. Così da permettere di operare come ristorante, contrariamente a quanto stabilito dalla sentenza del TAR e poter procedere successivamente a nuova concessione edilizia, per poter proseguire nei lavori come nulla fosse.
Quello che sappiamo e’ che, se questa giunta pensa di prendere per sfinimento i ricorrenti, sbaglia. Anzi, ci risulta, che non siano intenzionati a mollare ma anzi, rilanceranno non appena capito le intenzioni del comune e preso visione dei nuovi atti con i loro avvocati. Almeno per la parte di ricorrenti che abbiamo sentito noi. E mi auguro che ci sia l’appoggio del comprensorio e della gente comune, di noi tutti. Non so voi ma noi del blog ci saremo. Abbiamo sposato questa battaglia perché la riteniamo giusta, doverosa e una comunità seria, dovrebbe stare dalla parte dei propri cittadini. Uniti. Anche se non ci tocca nello specifico. E daremo una mano ai ricorrenti che, proseguiranno nella loro battaglia, a far sentire dovunque la loro voce.
A tal proposito per chiudere (per ora) riporto le parole di una delle ricorrenti che, oggi ha pubblicato nel blog, tra i commenti e che, ci sentiamo, di sottoscrivere totalmente, raccogliendo e facendolo nostro, in attesa della prossima puntata…

Buongiorno,
leggo con interesse i vostri articoli su la Voce di Basiglio, li trovo puntuali, pertinenti e finalmente una voce che si può ascoltare nel panorama poco edificante di altri blog e pagine facebook o nel silenzio assordante della comunicazione istituzionale del nostro comune.
Vorrei aggiungere una nota all’articolo apparso il 17 luglio 2017 “Rivalago: nuova puntata….” rispetto al suggerimento indirizzato, a un certo punto, ai ricorrenti:
“Mi permetto di suggerire ai ricorrenti che sarebbe utile (per loro) che una loro delegazione, magari con gli avvocati che hanno seguito il tutto, fosse presente al Consiglio. Questi sono abituati ad alzare la manina e far passare di tutto davanti a nessuno e senza opposizione ormai cronicamente assente. E non si fanno problemi. Magari, con i ricorrenti seduti di fronte a pochi metri, ci penseranno bene a quello che stanno per decidere e si assumeranno le loro responsabilità davanti a quei cittadini che questa giunta combatte invece che ascoltare”.
Il ricorso, a suo tempo fatto nei confronti della delibera consiliare in opposizione al permesso di costruire, non fu e non è qualcosa di personale nei confronti di chicchessia.
Alcuni cittadini, fra i quali la sottoscritta con mio marito, hanno voluto con la loro azione, (sopportando in seguito azioni intimidatorie di ogni tipo, provenienti da cittadini, gruppi social, e da solleciti consiglieri dell’amministrazione) tenere il punto sulla mancanza di legittimità, legalità e non ultimo di buon senso di un atto pubblico promosso da un’amministrazione che come bene avete espresso nell’articolo forse cerca ancora: “di mettere una toppa ad un pasticcio dovuto come minimo ad ignoranza legislativa sempre non si voglia pensare a qualcosa di peggio”.
Credo non si tratti più, dopo la sentenza del TAR, e non credo si sia mai trattato, di qualcosa che riguarda SOLO i ricorrenti, bensì ritengo riguardi TUTTI i cittadini che hanno a cuore la legalità e una corretta ed imparziale modalità di gestire la cosa pubblica. La “leggerezza” di certe modalità di azione dovrebbe allarmare e far riflettere TUTTI (su questa azione e altre) e farci stare TUTTI “seduti di fronte a pochi metri così da farli pensare bene a quello che stanno per decidere”
Purtroppo la pratica della delega a qualcun’altro che se ne occupi non paga e produce danni per tutti e benefici per pochi. Ed esempi ne potrei fare molti, uno per tutti la vicenda incredibile del PGT.
Allora mi permetto di suggerire di correggere l’appello come segue: Sarebbe utile che tutti i cittadini di buona volontà fossero presenti al Consiglio Comunale e possibilmente a tutti i Consigli perché non è più, o meglio non è mai stata, solo questione che riguarda pochi e in questo caso i ricorrenti.
Detto ciò vi ringrazio per l’azione di informazione che portate avanti in questo deserto.
Loretta Cremasco

 

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