Una Stella vola…. da Basiglio a Seul per le Olimpiadi invernali che inizieranno tra pochi giorni a Seul in Corea. Dal 9 al 25 febbraio. Forza Valentina. Danza anche per noi sul ghiaccio coreano.

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3 febbraio 2018 di Il Grillo parlante

Non sono un esperta di pattinaggio sul ghiaccio. Lo seguo ogni tanto nei gran galà televisivi, per ricordarmi di quando, da bambina andavo al palazzo del ghiaccio per vedere Holiday on Ice, spettacolo meraviglioso con i professionisti mondiali di questo sport che all’epoca erano quasi esclusivamente Russi e Americani. E mi capita di seguirlo,  durante le olimpiadi. Anzi in realtà, alle olimpiadi seguo tutti gli sport e se ci sono italiani, pure il carling tanto per farvi capire. Tricolore, coca cola e tanto tifo per tutti gli italiani in gara.  Mi immedesimo con gli atleti e i loro sacrifici. li guardo per rendere omaggio al loro duro lavoro di quattro lunghi anni.. E lì onore sempre. Comunque vada a finire.  Le olimpiadi per quanto mi riguarda sono la massima espressione dello sport dove,  al netto del business, degli sponsor e di tutto il circo che le circonda, trionfa ancora, nella grande maggioranza dei casi, l’atleta nella sua essenza: sacrificio sacrificio e ancora sacrificio per riuscire a rincorrere un sogno cercato disperatamente per 4 anni: partecipare alle olimpiadi e magari vincerle. Atleti ai più sconosciuti, in molti casi. Atleti che per 4 lunghissimi anni, in cui si allenano, sputando sudore nel silenzio e lontano dal grande pubblico che, notoriamente segue il calcio è le sue polemiche (aimè pure io non ne sono esente). Tutti sappiamo tutto sui calciatori ma sappiamo poco o nulla di Atleti che senza troppi soldi, tv e sponsor che li inseguono, si dannano l’anima per poter dire almeno una volta nella vita: Io c’ero. Io ho partecipato ad un’Olimpiade. Se poi gli Dei sell’antica Grecia , dalla’Olimpo, decidono di dare una mano, tenendo conto dei sacrifici negli allenamenti, a volte di infortuni patiti e superati con tanta caparbietà e tenacia,  allora capita a qualcuno di loro, di salire sul podio e di far suonare l’inno del proprio paese. Ecco io credo che quello sia il momento massimo di sublimazione dello sport con la S maiuscola. E la più grande emozione in ogni senso per uno sportivo. Qualcosa che chi non prova non può capire e di conseguenza non sono in grado di spiegarvi. Ma chiunque ha fatto sport può percepire che tipo di emozione grandiosa possa mai essere.Di sicuro Valentina Marchei pattinatrice su ghiaccio, 31 enne di Basiglio saprebbe spiegarcelo. Ci saprebbe spiegare cosa significa partecipare ad una Olimpiade. Perchè lei può dire Io c’ero (Sochi 2014) e ci sarò ora a Seul tra pochi giorni.5 volte campionessa italiana in singolo (2004, 2008, 2010, 2012 e 2014). Quarto posto agli europei del 2013, sesto posto agli europei dell’anno successivo ed un ottavo posto ai mondiali del 2012. Alle olimpiadi invernali di Sochi 2014, gareggia per l’Italia nel libero del pattinaggio di figura a squadre, contribuendo a raggiungere il 4º posto finale. Nella competizione femminile, arriva undicesima.  Dal 2014 gareggia in coppia con Ondřej Hotárek, insieme al quale ha vinto il campionato italiano nel 2015, e sono arrivati quarti agli europei e undicesimi ai mondiali sempre nel 2015. Una decina di giorni fa sono arrivati quinti agli Europei di Mosca, con tanto di record italiano.  Sono questi i numeri della pattinatrice milanese, raggiunti inseguendo la sua più grande passione maturata fin da bambina.Ed ora Seul. Tra pochi giorni danzerà sulla pista di ghiaccio per la sua seconda olimpiade. Proprio come suo padre Marco Marchei maratoneta che partecipo’ alle olimpiade di Mosca nel 1980 e di Los Angeles nel 1984. Tradizione di famiglia rispettata.E proprio il padre ha voluto salutare su facebook, la figlia in partenza per Seul e noi ci uniamo al suo augurio.. e alle sue parole. In attesa di vederla danzare sul ghiaccio inseguendo il suo sogno. Con il tricolore sulle spalle. E l’italia a sostenerla  davanti alla televisione con un pizzico di orgoglio da parte nostra che la seguiremo da Basiglio.ALMarco Marchei è con Elisabetta Negri e Vale Marchei.

Trentotto anni fa, quando è cominciata la mia avventura olimpica, mio padre e mia madre mi accompagnarono in auto a Fiumicino da cui volai a Mosca con un aereo Aeroflot che dopo l’imbarco rimase fermo nell’area di parcheggio per un’ora e un quarto con l’aria condizionata spenta nonostante fosse il 28 luglio. L’aeroporto di allora era molto più spartano dell’attuale, c’era ancora la terrazza da cui gli accompagnatori potevano assistere a partenze e arrivi. Dal mio oblò io vedevo i miei genitori che sono rimasti tutto il tempo sotto il sole agitando di tanto in tanto le braccia in segno di saluto. Loro non potevano vedermi, ma mi sono stati vicini fino all’ultimo, finché l’aereo non è decollato, fieri come non mai del loro Marco che partiva per l’Olimpiade. Quei momenti mi sono tornati alla mente ieri, quando ho salutato la mia Vale in partenza per i Giochi Invernali di Peyongchang. E mi sono emozionato. Stavolta, più ancora di quattro anni fa per le Olimpiadi di Sochi, mi sono reso conto di cosa voglia dire avere un figlio in procinto d’immergersi nella magia olimpica. Mia moglie ed io abbiamo accompagnato Valentina “solo” fino alla porta di casa, non siamo andati all’aeroporto. Fino all’ultimo ci siamo fatti quelle coccole che tanta forza danno a nostra figlia. Poche le parole: “Vola nella quarta Olimpiade di famiglia, splendida ragazza. Siamo certi che lotterai con le unghie e con i denti. E, comunque vada, sappi che siamo fieri di te per i risultati conseguiti in questi 25 anni di pattinaggio, ma soprattutto perché in così tanto tempo non c’è occasione in cui tu non abbia dimostrato profondo rispetto per tutti coloro, dal primo all’ultimo, con i quali ti sei rapportata. E in particolare per te stessa. Buon viaggio, stella di papà!”.

Video del programma libero presentato durante gli Europei di Mosca 2018

 

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