Riunione Comprensorio alla presenza di Delegati e Amministratori. Oltre alla messa a punto del nuovo protocollo, proposto per poter consentire regolare convocazione e svolgimento delle due forme di assemblea (in particolar modo quelle di tipo straordinario), tra gli ordini del giorno anche un nuovo progetto (molto interessante) per il laghetto, in fase di elaborazione con il CNR e la segnalazione di una nuova problematica, relativa alla cava, sulla presenza di agenti tossici, che sarebbero stati rilevati da un controllo dell’Arpa. Tutto da verificare. Al Comprensorio non è giunta nessuna notifica. Il Comune smentisce di aver ricevuto notifica. In ogni caso con le piogge dell’ultimo mese sembrerebbe, in parte, rientrato l’allarme. Vedremo.

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6 marzo 2018 di Il Grillo parlante

Giovedi prossimo 8 marzo, si riuniranno Delegati, Comitato ed Amministratore del Comprensorio per (speriamo) importanti novità e decisioni. A tal proposito vi riassumiamo quanto successo nella precedente riunione. Mercoledì 8 febbraio scorso, si è tenuta la consueta riunione comprensoriale alla presenza non solo dei delegati, in quanto aperta anche agli Amministratori delle Residenze. Tra i vari ordini del giorno, la verifica della nuova procedura per la convocazione delle Assemblee straordinarie e il metodo di rappresentanza adeguato che renda possibile il raggiungimento del quorum sempre ovviamente secondo le normative di legge. Cosi’ che si possano sbloccare le attivita’ ed i progetti in essere del Comprensorio che prevedono il voto nell’assemblea straordinaria.

Da alcuni delegati vengono esposte considerazioni, sulla procedura e sulla validità delle soluzioni proposte, in particolare per le assemblee Straordinarie e Urgenti. Si e’ richiesto l’impegno di tutti, ad inviare per iscritto, possibili suggerimenti/proposte, nell’ottica, di lavorare per supportare l’attività dell’amministrazione del Comprensorio, e poter definire un protocollo che sia supportato dalla legge e che possa consentire una regolare convocazione e svolgimento delle due forme di assemblee. Con un occhio particolare alla Straordinaria. Altrimenti le attività del comprensorio resteranno impantanate nel disaccordo tra delegati e, a subirne gli effetti negativi, saranno tutti i residenti di Milano 3. Ci sono temi importanti come la pista ciclabile, come il fortino (non tanto per il fortino ma per riqualificare la zona), come la riqualificazione e manutenzione del lago artificiale, oppure la causa contro Green Oasis (AT01 del nuovo PGT) e tanto altro che meritano una soluzione definitiva. Sarebbe ora di fare in modo che il Comprensorio sia in grado di decidere e procedere. In modo Efficace ed efficiente.

Si è proseguito con una proposta per indire una gara per la ricerca di una società di revisione dei conti, per poter avere una “revisione e certificazione del bilancio comprensoriale con tre ipotesi di controllo”. Il tutto per garantire la necessaria trasparenza verso tutti i condomini.

Altro Argomento è stata la Cava. A fine anno, da indiscrezione proveniente sembra dall’ARPA, sembra che da un’analisi fatta, si siano trovate tracce di un agente tossico. Si e’ parlato di Ammoniaca. Come sapete ogni anno di questo periodo, si e’ sempre verificata una moria piu’ o meno grande di pesci che ha spesso fatto notizia sui giornali. Quest’anno ad onor del vero non c’e’ stata notizia in tal senso. Tant’e’ che il comprensorio non ha ricevuto nessuna notifica da parte di Arpa o di altri enti che segnalassero questa presenza di Ammoniaca in cava. Non si sa il Comune abbia ricevuto notifica in merito da parte di Arpa. E per questo il comprensorio intende procedere con un accesso agli atti, presso il Comune, per capire se questa indiscrezione ha un fondo di verità, tenuta nel silenzio per non creare ulteriori polemiche, oppure sia stata una notizia uscita male e gestita peggio. Ricordiamo che in cava arrivano gli scarichi filtrati non solo del comprensorio ma, di tutte le realtà presenti a Basiglio come Milano city piuttosto che la stessa Basiglio Centro storico. Bisogna anche tenere conto che il lago non scarica piu’ l’acqua in cava (togliendo ogni responsabilitá al comprensorio) e paradossalmente può aver accentuato l’eventuale presenza di inquinante. In quanto la siccita’ dei mesi scorsi e l’assenza dell’acqua del laghetto hanno ridotto notevolmente la portata di acqua presente in cava, l’ossigeno necessario ai pesci per sopravvivere, rendendo la concentrazione eventuale di sostanze nocive piu’ rilevante. Semmai bisogna sensibilizzare, come proposto in Assemblea, i singoli amministratori delle residenze a verificare con periodicità che possibili nuovi scarichi fognari siano correttamente indirizzati; a invitare le aziende che fanno pulizia, di usare gli scarichi corretti per eliminare i derivanti dalle pulizie e non quelli pluviali. Brutalmente di non buttare l’acqua usata per pulire che, sicuramente contiene agenti potenzialmente inquinanti, nel tombino dove ci sono i box. E’ cosi’ stato deciso che l’amministratore del Comprensorio si farà carico di muoversi in tal senso. Ovvero si chiederà, agli Amministratori maggiore attenzione e, dove possibile, magari una verifica degli scarichi nei tombini cosi’ da essere sicuri che non ci siano tracce di detersivi e similari.Sempre da indiscrezione sembra che, con le piogge di gennaio il problema sia rientrato. Ma semmai ci fosse stata davvero presenza di qualche sostanza inquinante, si sarebbe solo diluita la sua pericolosità.

Al momento non essendoci nessuna segnalazione da parte di Arpa, dobbiamo prendere l’indiscrezione, solo per quella che è, ovvero una chiacchiera. Detto questo se c’e’ qualcuno che doveva eventualmente ricevere una notifica è il Comune e l’accesso agli atti per la verifica, toglierà qualsiasi dubbio. Non ci resta che attendere.

Infine ultimo argomento ma non per importanza. La riqualificazione del laghetto artificiale. Come sapete oltre ai vari e diversi problemi che si sono verificati nel corso degli anni, la manutenzione è quello piu critico ed oneroso. Nel corso del tempo si e’ sempre provveduto allo svuotamento del laghetto con costi esorbitanti dovendo prevedere a spostare, nel frattempo, tutti i pesci e i vari animali che lo abitano in altro bacino per poi rimetterli nel lago, una volta pulito e riempito nuovamente di acqua. Nel corso del tempo sono state inserite delle pompe per poter smuovere l’acqua e non renderla stagnante con i problemi che poi ne derivano. Insomma la gestione di questo lago artificiale costa davvero tanto e non abbiamo una resa adeguata alla spesa. Quel tipo di lago, ha solo due soluzioni: La prima è che lo si svuota, lo si piastrella di azzurro per rendere la trasparenza dell’acqua ancora piu’ visibile e lo si considera come fosse una “piscina”. Con la relativa manutenzione simile a quelle che si applicano per le piscine. La seconda è che si provi a farlo diventare un lago ad ambientazione naturale, con un proprio ecosistema in grado di mantenere un equilibrio, nei fondali del lago che non avrebbe piu bisogno di continua manutenzione con notevoli risparmi economici.

Un cittadino, con competenze in biochimica ha proposto di affidarsi ad una struttura del CNR-ISE ( CONSIGLIO NAZIONALE DELLE RICERCHE – Istituto per lo Studio degli Ecosistemi) che ha esperienze in progetti simili e li ha gia’ applicati con successo, come ad esempio per il lago d’Orta (a fine articolo posiamo la case History per chi fosse interessato).

Il CNR dopo un primo sopra luogo e attenta verifica, ha esposto la sua proposta per la riqualificazione del lago che ovviamente, non è cosa che avviene dall’oggi al domani ma nel corso di piu’ anni. E’ un progetto complesso che va seguito continuamente con il contributo sia del CNR che dei referenti del Comprensorio ma anche di noi cittadini.

Il costo non sarebbe assolutamente elevato. La prima parte del progetto è la piu’ delicata. E per il primo anno si parla di circa 11.000 euro. Si presume che, se il progetto attecchisse, i costi annuali per la gestione della manutenzione del laghetto, dovrebbero essere addirittura inferiori. Ed il progetto sarebbe segnalato e pubblicizzato dallo stesso CNR-ISE, come esempio virtuoso, nell’ambito della riqualificazione dell’ambiente e del so ecosistema, che darebbe una visibilita’ alla Citta’ di Basiglio sicuramente positiva.

Vi riporto parte della proposta del CNR-ISE per capire meglio di cosa si sta parlando.

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Per quanto ci riguarda riteniamo il progetto estremamente interessante e da perseguire. Primo, per dare un senso a quel laghetto che, cosi’ come è non dice piu’ nulla e ci costa la bellezza di svariate decine di migliaia di euro ogni anno, oltre a dover subire la ferita dell’ecomostro del Rivalago. Secondo, perchè oltre ad avere un lago ad ambietazione naturale, con un ecosistema in grado di autogestirsi e di dare un valore aggiunto al Comprensorio di Milano 3 che, avrebbe il suo nome su un progetto importante affianco a quello del CNR e potrebbe richiamare visitatori anche da fuori Basiglio, per la gioia dei commercianti che vedrebbero accrescere il loro business. E terzo, se il progetto riuscisse, l’ecosistema del lago sarebbe autonomo e non avrebbe più bisogno dell’intervento di manutenzione da parte dell’uomo, se non in casi particolari o per fattori esterni. Questo significherebbe un risparmio notevolissimo di costi. Infine la gestione e la cura del lago sarebbero nelle mani del CNR ovviamente coadiuvato dal Comprensorio.

C’e’ sempre una piccola percentuale di non riuscita del progetto, perche’ comunque la natura e’ difficile da gestire e prevedere. E gli atti incivili nell’usare il lago come discarica, non sono totalmente da escludere ma, secondo noi vale la pena rischiare visto i risultati che si possono ottenere e comunque, come garante c’e’ il CNR e non una ditta privata che nessuno conosce. Se il CNR ritiene il progetto fattibile, non vedo perche’ non provarci. I rischi sono decisamente inferiori al guadagno che ne avremmo in bellezza del nostro lago e con un risparmio economico notevole. Che non e’ mai male.
Per ora possiamo solo riportarvi la valutazione fatta da una Dottoressa del CNR responsabile del progetto:

“Abbiamo sottolineato come sia indispensabile procedere per fasi al fine di ottimizzare ogni azione per la riuscita dell’intervento. Come il giardiniere verifica che le nuove piantine abbiano attecchito, noi verificheremo le condizioni e la funzionalità degli impianti “biologici” ed interverremo con i correttivi che si dovessero rendere necessari. Purtroppo, e noi ricercatori lo sperimentiamo continuamente, la natura non si lascia ingabbiare nei protocolli. I protocolli servono da guida per pianificare (=come, dove, quando) e formulare una previsione, ma il successo dipende dalla capacità di adattare i protocolli al caso specifico. In ecologia applicata si definisce “tailored” questo uso di un protocollo per la pratica attualmente usata del “management” adattativo, l’unico che ottimizza l’efficienza senza spreco di risorse.

La proposta finale del CNR-ISE sara’ sottoposta nella prossima riunione con i Delegati. Ovvero l’8 di marzo. Vi terremo aggiornati. Ma noi come detto, facciamo il tifo perche’ il progetto venga messo in atto. Se ne sono spesi tanti di soldi in Assemblee straordinarie fatte saltare che, investire una decina di migliaia di euro non credo ci mandi in rovina. Sopratutto tenendo conto dei benefici che potrebbero arrivare.

Per ora e’ tutto. Passo e chiudo.

AL

Tanto per darvi una idea di cosa si sta parlando, la foto sottostante riprende le vasche sperimentali dell’Istituto (profondità 1,80 m): l’acqua della vasca di sinistra è molto più torbida di quella di destra che contiene vasche con impianti di animali filtratori e detritivori.

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CASE HISTORY LAGO D’ORTA

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